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Realizzare stampi

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Techiniche di base

Realizzare stampi per piccoli pezzi
Quando sorge la necessità di riprodurre in più copie dei particolari di un modello (ad esempio per realizzarne una nuova versione, oppure per dotarlo di nuovi elementi di propria creazione) ci si trova di fronte al problema di realizzare degli stampi in modo semplice e pratico. Questo breve articolo risponde a questo quesito, fungendo nello stesso tempo da introduzione all’interessante mondo degli stampi in gomma siliconata ed alla successiva riproduzione in resina

Le gomme siliconiche
Le gomme siliconiche sono prodotti liquidi o in pasta che, con la vulcanizzazione (procedimento con il quale le gomme acquistano la consistenza di una massa elastica) a freddo mediante un catalizzatore (sostanza che modifica la velocità di una reazione chimica) si trasformano in una sostanza stabile e dotata di elevata elasticità.

Una delle proprietà fondamentali delle gomme siliconiche è che sono dotate di eccellenti effetti anti aderenza nei confronti dei materiali con cui vanno a contatto. In pratica questo significa che, al momento del versamento dei componenti nello stampo queste gomme non aderiscono al modello, materia plastica, gesso, argilla, plastilina, DAS, cera, ecc.) né successivamente, al materiale di colata (resina, gesso, ecc.) inoltre le gomme siliconiche hanno un’ottima fedeltà di riproduzione, che si spinge sino ai microscopici dettagli, e sono notevolmente elastiche e resistenti alla lacerazione, consentendo cosi di sformare agevolmente anche oggetti con forte sotto quadro (incisioni che formano un angolo acuto con il piano), i rilievi pronunciati e intagli particolarmente complessi.

Le gomme siliconiche si dividono in colabili, plasmabili e pennellabili. Il primo tipo, che è adatto per realizzare stampi per piccoli pezzi, è quello che esaminiamo in questo articolo, mentre il secondo e il terzo si utilizzano per oggetti di grandi dimensioni o inamovibili come ad esempio le rocce, le cortecce degli alberi vivi, particolari di manufatti, ecc.

Realizzare uno stampo
Sono due i sistemi fondamentali per realizzare uno stampo per piccoli oggetti: a pozzo (o a cielo aperto) e bivalve (cioè formato da due parti esattamente coincidenti).
Lo stampo a pozzo è il tipo piu’ semplice, ed e quello che qui descriviamo, prima di tutto, è necessario prendere le misure del pezzo da riprodurre e costruire un contenitore a scatoletta in cui inserirlo, tenendo presente che il pezzo deve collocato al centro della base e che deve distare sia dalle pareti che dal bordo superiore di circa un centimetro (foto n°1).



La scatoletta si realizza con fogli di plasticard dello spessore di circa 1 mm (foto n°2) - http://www.orlee.ch/styrene.html



per evitare eventuali fuoriuscite di gomma, è indispensabile sigillare le giunzioni con della pellicola mascherante o della plastilina (foto n°3).

Si puo’ approfittare dello stampo per collocare minuscoli pezzi direttamente sulla base, ad un’opportunità distanza dal basamento del pezzo principale da riprodurre (foto n°4). Occorre tenere presente che il fondo della scatoletta, che diventerà poi la parte superiore nella quale si verserà la resina, non deve essere a contatto con l’oggetto da riprodurre, sia perché questa parte non sarà riprodotta, che per favorire l’affioramento delle bolle d’aria.



Si rende quindi necessario fissare in modo stabile, ma in piccoli punti, l’oggetto su un supporto in plasticard, a sua volta fissato sul fondo della scatoletta (foto n°5).



Gli oggetti con fori passanti o con forti anse non sono riproducibili, perché non sarebbe possibile estrarli dallo stampo; è quindi necessario chiudere i fori passanti (nel caso della ruota, con un tondino di plasticard in corrispondenza del mozzo)., che saranno poi riaperti con un trapanino (foto n°6) .


Effettuare la colata
Una volta incollati i pezzi originali all’interno dello stampo, si prepara la gomma siliconica GLS-50 della Prochima, che una viscosità apparentemente elevata, ma che lentamente riesce a penetrare in ogni piccolo anfratto. La gomma va catalizzata con il 5% di t-30, sempre della Prochima che è un liquido incolore.

L’esatta dosatura dei due componenti è una condizione essenziale per la buona riuscita dello stampo. La gomma siliconica, che è la quantità maggiore della miscela, ha un peso specifico di 1, 2 pertanto va pesata con una bilancia. Il catalizzatore richiede una dosatura ancora più accurata e, poiché il suo peso specifico e circa 1, si potrà utilizzare una siringa graduata, calcolando che 1 centimetro cubo (cc- le tacche più grosse sul corpo della siringa) equivale a 1 grammo.

Riuniti i due componenti in un recipiente con una larga apertura (ad es. una tazza) il amalga il tutto con una spatola a lama stretta e lunga, agendo per circa un minuto e avendo cura di raschiare bene le pareti, in modo da ottenere una miscela omogenea in tutta la massa. Occorre mescolare lentamente e poi far riposare l’impasto per almeno 10 minuti, per consentire la risalita spontanea delle bolle d’aria. Questo tipo di gomma ha un pot life (tempo di lavorabilità) molto lungo: circa 3 ore, mentre la vulcanizzazione si completa dopo circa 18 ore alla temperatura ambiente di 20°C.

Preparata la miscela si cominci a versarla lentamente nello stampo, fino a coprire circa la metà del modello (foto n°7);



si interrompe momentaneamente la colata, e con uno stecchino si passa accuratamente la sagoma immersa nella gomma (intorno alla base, in corrispondenza degli spigoli e dei particolari), in modo da staccare le eventuali bolle, che risaliranno in superficie. Si prosegue con la colata, intervenendo man mano con lo stecchino, sino a coprire abbondantemente il modello (foto n°8).

Si lascia quindi vulcanizzare la massa versata per circa 18 ore (se la temperatura ambiente e meno di 20°C, occorre più tempo ) e poi si può smontare la scatoletta (foto n°9).



Normalmente data la notevole elasticità della gomma siliconica, il pezzo si può estrarre con facilità spingendo attraverso l’apertura lasciata alla base dello stesso; in alcuni, casi però, può essere necessario intervenire con un cutter, effettuando dei tagli longitudinali sulla base.

Riprodurre i pezzi
 Si possono riprodurre i pezzi versando nello stampo della resina poliuretanica. Tra i diversi tipi in commercio nel nostro caso abbiamo utilizzato il sintafoam della Prochima, che è una resina da colata a rapido indurimento. Il sintafoam è fornito in contenitore separati: base e indurente, che vanno miscelati nella proporzione 100 parti in peso di resina base con 50 parti in peso di indurente.
 
Prima di iniziare la dosatura, occorre agitare il contenitore della resina di base, che tende a sedimentare. E’ necessario disporre di una bilancia sensibile, perché le proporzioni sono da rispettare nel modo più preciso possibile. Appena riuniti (foto n°10), i due componenti vanno mescolati accuratamente con una spatola per almeno 30 secondi, calcolando che il tempo utile per la colata e di ¾ minuti.


Durante la colata (foto n°11) si può far vibrare leggermente lo stampo per eliminare le bolle d’aria e agire con uno stecchino per far risalire le bolle in superficie.).



L’indurimento è rapido, e dopo circa 30 minuti si può togliere il pezzo dallo stampo (foto n°12 e 13)




È opportuno scrivere negli stampi il pezzo che riproducono, in modo da poterli utilizzare anche in altre occasioni. Nelle (foto n°14 e 15) si vedono rispettivamente alcuni stampi realizzati in gomma siliconica ed i pezzi in resina corrispondenti.





Precauzioni da adottare
Nella lavorazione della resina sintafoam occorre adottare delle precauzioni, perché il prodotto è infiammabile e contieni distillati di petrolio. E quindi indispensabile lavorare in un ambiente aerato, indossare guanti e occhiali di protezione, tenere i prodotti lontano da fiamme libere e dalla portata dei bambini, non fumare e non gettare i residui nelle fognature.

  




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