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Stug. III F8 Distrutto

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I danni subiti dai mezzi in guerra non sono facili da realizzare, sopratutto perchè i modelli devono essere "distrutti" con il massimo realismo C'è inoltre da considerare che, sovente, i mezzi colpiti rivelano parti interne che non erano previste nel modello orginale, e che quindi vanno ricostruite. Grande importanza, infine, assume la colorazione delle parti danneggiate, per le quali occorre effettuare delle accurate ricerche sui materiali con cui erano costruite.






    Modello Dragon    
         Scala 1:35              
STUG.III F8 DISTRUTTO
Tecniche Avanzate

Tutto modellismo
STUG.III F8 DISTRUTTO
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Italian version    00:53    9.02.2020
IL CARRO
Il protagonista di questo articolo è uno StuG. F (Sturmgeschütz III) della Dragon, successivamente trasformato in un F8 e rappresentato come se fosse stato messo fuori combattimento da una bomba lanciata dall'aviazione russa.
L'esplosione non si è trasmessa al serbatoio del carburante, per cui il carro non si è incendiato, pur essendo stato danneggiato gravemente. Questo fatto complica le cose al momento di dipingere il mezzo, poiché non è possibile ricorrere ai tipici effetti ossidazione e bruciature tanto comuni nei veicoli distrutti, mentre è necessario rappresentare i danni arrecati dall'esplosione alle parti esterne ed interne del carro, come lamiere contorte, apparecchiature danneggiate e vernici ricoperte da uno strato di fuliggine.

CRITERI DI BASE
Quando ci si appresta a creare un carro distrutto, in primo luogo è fondamentale avere una visione globale dell'insieme, in modo da realizzare i vari effetti in maniera corretta. È anche essenziale stabilire la priorità di ciascuno di tali effetti, poiché spesso sarà necessario sacrificare parti davvero belle di un carro o ricoprire zone già dipinte dello stesso, vanificando molto del lavoro effettuato in precedenza. Inoltre, è molto importante partire da un modello di buona qualità e non da uno di quelli "da battaglia", poiché in tal caso il lavoro rischierebbe di diventare il doppio. Infine, è necessario conoscere a fondo le caratteristiche del veicolo in questione, incluso il colore della mano di fondo o l'origine dei materiali di cui è costituito. Per questo motivo, è indispensabile disporre di documentazione specifica.

PITTURA DELL'INTERNO
Dopo aver ricostruito parte dell'interno del carro utilizzando diversi materiali sfruttando vari kit, si può dare il via al processo di pittura. In primo luogo, si dipinge il vano motore, che in questo veicolo era di un colore antiruggine rossiccio scuro. Dopo aver steso il colore di base, si applicano numerose lavature a base di nero brillante della Tamiya e diversi toni ruggine, scelti in base alla mano di fondo del carro. In seguito, si realizzano degli scrostamenti in color ruggine, dando qualche tocco a pennello asciutto in color metallo. La fase seguente consiste nel realizzare sottili rivoli per simulare la caduta della pioggia sulla superficie del mezzo. L'acqua si è infiltrata anche nel vano motore, trascinando con sé la polvere e lo sporco della carrozzeria: l'effetto si riproduce con lavature a base di colori come il Buff (camoscio) XF-57 della Tamiya o il terra. Successivamente, con nero opaco applicato ad aerografo si anneriscono le zone più vicine al punto in cui è esplosa la bomba e con argento puro si simulano gli scrostamenti e le spaccature delle piastre colpite.


- A SINISTRA: Il colore di base dell'interno del carro, originariamente dipinto in rosso antiruggine, è stato trattato mediante le tecniche delle lavature, del pennello asciutto, ecc.
- A DESTRA: Vista d'insieme del motore già trattato. Ciascun elemento possiede un colore specifico e necessita di effetti usura e sporco altrettanto specifici.




PITTURA DEL MOTORE
Si tratta della fase più delicata del lavoro, che dovrà essere effettuata con la massima cura. Ciascuna parte contenuta nel vano motore (ventole, batterie, ecc.) possiede un suo colore specifico, diverso da tutti gli altri. Tuttavia, in un motore reale la polvere e il grasso tendono a uniformare questi toni, perciò le lavature dovranno essere pari a quelle del telaio, mentre la quantità di pittura applicata (color ruggine) varierà a seconda dal tipo di materiale che si sta trattando. Le zone maggiormente esposte a sfregamento, come quelle delle ventole o delle cinghie del motore, devono essere molto più lucide rispetto ad altre (cosa che contribuirà ad arricchire l'insieme). Inoltre, alcuni elementi devono essere ossidati in modo diverso; è il caso, ad esempio, del serbatoio del carburante (inizialmente rosso) che, dati i continui rifornimenti, ha subito maggiormente gli effetti dell'usura e degli sporcamenti. Con numerose velature in color ruggine e terra si riuscirà a differenziarlo dal resto del motore.

A metà del processo si dovranno realizzare i primi effetti grasso e olio che, in teoria, sono stati versati sulla superficie qualche tempo prima e poi, senza perdere la loro brillantezza, sono stati ricoperti da polvere e sporco. Con diverse vernici trasparenti lucide, colori trasparenti e color mulano dei gocciolamenti e delle chiazze nei punti più appropriati, ossia, dove lo sporco si è accumulato maggiormente. Infine, sarà necessario unificare tutto l'insieme utilizzando della polvere di pastelli color terra, che deve essere sparsa con un pennello sulle superfici orizzontali e depositata nelle parti incavate. La polvere in eccesso si elimina con lo stesso pennello. Nelle zone più soggette a sfregamento e usura questa polvere non dovrà comparire; per eliminarla, si utilizzerà un panno leggermente inumidito.



- Parte posteriore del motore; notare la zona delle ventole, spesso soggetta a sfregamenti

ASPETTO ESTERIORE
Questa fase è determinante, poiché soltanto dopo aver modellato e dipinto l'esterno del mezzo si avrà veramente la sensazione di avere a che fare con un carro semidistrutto e non con un carro smontato per essere riparato. Per accentuare questa sensazione, è fondamentale posizionare le parti distrutte in un insieme realistico e dipingerle in modo coerente con il danno subito; è proprio quest'ultimo aspetto che esaminiamo nel paragrafo seguente.







PITTURA DELL'ESTERNO
Il carro presenta una mimetizzazione in color sabbia, tipica dei veicoli tedeschi operativi nell'ottobre del 1942 (mese in cui gli F8 giunsero al fronte); in alcune zone si notano resti di calce bianca, applicata nel tentativo di realizzare una mimetizzazione invernale. Le parti basse del carro non presenteranno alcuna caratteristica particolare, poiché i danni provocati dall'esplosione sono soprattutto concentrati nella parte posteriore del mezzo. Seguendo i numeri indicati nel disegno, si possono osservare i vari effetti realizzati sopra il carro:
1) È la zona maggiormente colpita dall'esplosione. I parafanghi e la ruota tenditrice sono stati divelti. La zona si è leggermente annerita e la pittura color sabbia si è scrostata, facendo venire alla luce il rosso antiruggine della mano di fondo.
2) Il retro del carro è saltato in aria (inclusi i tubi di scappamento); la piastra corazzata posteriore, rimasta attaccata al carro, si è completamente annerita. Chi ha avuto occasione di osservare le immagini dei resti di un'esplosione reale di tipo "pulito" (cioè che non ha provocato incendi o esplosioni interne al mezzo), avrà potuto constatare che quasi tutti i resti di metallo sono ricoperti di polvere nera e presentano un intenso color argento sulle superfici spaccate di netto.
3) Parti su cui si è depositato uno strato minore di polvere nera; gli scrostamenti in rosso sono più evidenti, soprattutto sul retro della casamatta e sui parafanghi.
4) Zone meno vicine al punto dell'esplosione (come quella delle ventole), la cui tonalità tende molto di più al marrone, data la terra caduta sopra le stesse. Sugli spigoli delle grandi piastre corazzate di queste aree compaiono scrostamenti in argento.
5) Parti semidistrutte (ad esempio, uno dei parafanghi), non più utilizzabili, su cui compaiono grandi scrostamenti in rosso.
6) Parti rimaste intatte (ad esempio, il serbatoio o i filtri dell'aria), che devono
restare pulite e contrastare con le zone adiacenti più ammaccate.
7) Parti saltate in aria, che devono essere trattate esattamente come il resto del carro. Questi pezzi sono i più rovinati, essendo stati colpiti in pieno dalla bomba. Infine, resta da dire che, in casi come questo, il segreto per ottenere buoni risultati consiste nel realizzare effetti leggeri, mai troppo marcati. La nota più caratteristica di un veicolo che ha subito i danni di un'esplosione di questo tipo è rappresentata da un sottile strato di polvere nera e non da un insieme di superfici eccessivamente annerite.

- A DESTRA: I cingoli sul lato sinistro si sono rotti e disarticolati.
- A SINISTRA: Alcune zone si sono annerite a causa dell'esplosione.
stug.III F8

            

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